domenica 30 settembre 2012


Per restare sempre in Sicilia terminiamo la cena con una granita Siciliana. 
Quando sento parlare di granita, la mia mente mi riporta in Sicilia quando mangiavo la granita al limone, durante i caldi pomeriggi seduta fuori sugli scalini di casa con i miei figli e mia suocera. La granita è un dolce freddo al cucchiaio, tipico della Sicilia, si tratta di un liquido formato da acqua, zucchero e limone o un altro succo di frutto, caffè, mandorle, pistacchio.... La granita in Sicilia è talmente cremosa che spesso viene confusa con il sorbetto, è buonissima nella brioscia con il tuppu (pallina di pasta posta in cima alla brioscia), infatti è famosa A granita ca brioscia mangiata a colazione; in alternativa la granita viene consumata nei bicchierini di plastica durante le passeggiate serali. La granita al limone viene messa anche nel tè e quella al caffè viene aggiunta al caffè freddo. Personalmente non amo molto quella al limone come non amo il gelato al limone, ma è la preferita da mia figlia quindi Granita al limone come fine pasto.


Ingredienti   
                                                                     
mezzo litro d'acqua, 6 grossi limoni, 400 g di zucchero.

Preparazione

Mettere a bollire l'acqua, quando raggiunge l'ebollizione aggiungere lo zucchero e fare bollire per circa 10’. Spremere i limoni. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare, poi unire il succo dei limoni, mescolare bene e mettere il tutto in un contenitore ermetico in freezer per 24h. rompete il ghiaccio e frullate per alcuni minuti nel mixer. Mettere di nuovo nel freezer e dopo qualche ore frullate di nuovo. Riporre di nuovo in freezer almeno per 1 h prima di servire. 



Cous cous di pollo e verdure



Il cous cous è un alimento tipico del nord Africa e della Sicilia occidentale, costituito da granelli di semola cotti al vapore. Il cous cous tradizionale è preparato con semola di grano duro, ma oggi con questo nome ci si riferisce anche a quello preparato con cereali diversi, come orzo, miglio, sorgo e mais. Solitamente il couscous accompagna carni in umido e verdure speziato e anche piccante con l'aggiunta di harissa. Questo piatto è l'alimento tradizionale di tutto il Nordafrica, al punto che lo si potrebbe definire "piatto nazionale" dei Berberi. In gran parte di Algeria,Marocco, Tunisia e Libia è conosciuto semplicemente col nome arabo: taˁām, "cibo". Oltre che nel Maghreb, esso è molto diffuso anche nell'Africa Occidentale, in Francia (secondo piatto preferito dai francesi), in Belgio e anche nel Vicino Oriente (in particolare, in Israele presso gli Ebrei di origine magrebina). In Giordania, Libano e Palestina viene chiamato  maftul (ritorto). Il cuscus preparato nel trapanese, in Sicilia, è cotto a vapore in una speciale pentola di terracotta smaltata, ma il condimento a differenza di quello magrebino è un brodo di zuppa di pesce. Dalla Sicilia, il cuscus è stato portato a Livorno (cuscus d'agnello). Il cous cous dovrebbe essere passato al vapore due o anche tre volte. Quando è cotto deve essere sgranato con una forchetta o con le mani se riuscite sopportare il caldo. Io uso il cous cous che si trova in vendita nei supermercati che è già passato al vapore e poi esiccato, e le istruzioni sulla scatola consigliano di aggiungervi acqua bollente per renderlo pronto al consumo. In Sicilia, a Trapani, (territorio con frequenti legami nel secolo scorso con tunisia e Libia), e nelle zone limitrofe come Favignana e San Vito Lo Capo, (cuscusu in dialetto), è divenuto di uso quotidiano. La Semola è incocciata e poi cotta a vapore in una speciale pentola forata di terracotta smaltata, ma il condimento e diverso da quello del nord Africa, è la Ghiotta, un brodetto di pesce misto (scorfano, cernia, pesce san pietro, gallinella, anguilla delle saline insieme a gamberi e scampi). Altra versione siciliana sono i Frascatuli, palline di semola impastata, accompagnate con brodo di pesce o zuppe di broccoli, ceci e verdure. In Sardegna esiste un piatto simile chiamato Fregula.
Questa versione del cous cous che propongo alla mia famiglia stasera è una versione un po' personalizzate per via delle preferenze personali dei miei familiari.
  




Ingredienti

2 confezioni di petto di pollo, 2 melanzane lunghe, 1 confezione di champignon freschi tagliati a fette,  qualche cucchiaio d'olio extra vergine,olio di arachidi per friggere le verdure, 2 mestoli di sugo al pomodoro o salsa, curry, sale, grappa e acqua calda.

Preparazione

Tagliare a dadini le melanzane e friggerle in olio di arachidi, pulire i funghi tagliarli a fette e friggerli. Lasciare da parte le verdure fritte. In una padella mettere olio evo q.b. e una spolverata di curry in polvere, unire e rosolare il petto di pollo tagliato a listarelle, bagnare con la grappa e lasciare sfumare.Descrizione: http://cioccoecannella.altervista.org/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif Cuocere per circa 10 minuti e poi unire il pomodoro e un po' d'acqua calda q.b. per ottenere un bel sughetto. Lasciare cuocere ancora un po', aggiungere le verdure fritte e quando i sapori si saranno amalgamati spegnere e preparare il cous cous. Io uso il cous cous precotto quindi mi limito a seguire le istruzioni della ditta produttrice. Per 250 g di cous cous bisogna far bollire 250 g di acqua salare e fuori dal fuoco aggiungere il cous cous e 1 o 2 cucchiai di olio evo, mescolare, coprire con un coperchio e lasciare riposare per 5-7 minuti e poi sgranare e cuocere ancora per qualche minuto. il cous cous deve essere sgranato bene perché tende ad attaccarsi. 

Troccoli con pasta di salame e pomodori






Ingredienti

1 conf. di pasta  formato troccoli freschi , pasta di salame conf. da 300g, 4  pomodori a grappolo, basilico, sale, pane raffermo casereccio in mancanza pancarrè sbriciolato.

Preparazione

In una padella antiaderente mettete, la pasta di salame sbriciolata, rosolarla a secco (senza agg. condimenti) e non salare. Se piace saporito aspettate di essere alla fine della ricetta per agg. il sale. Sbucciate i pomodori senza sbollentarli, togliete i semini e lasciateli  per un po’ su carta assorbente a perdere l’acqua. Tagliate a listarelle i pomodori e aggiungeteli alla pasta di salame quasi cotta, fate saltare bene, coprite e lasciate cuocere ancora un po’, in modo che si formi un sughetto con l’acqua di vegetazione dei pomodori. Se dovesse risultare troppo asciutto aggiungete un po’ di lavatura della pasta, ma non dovrebbe servire. Intanto cuocete la pasta in acqua salata. In un pentolino antiaderente mettete un po’ d’olio e quando è caldo ma non fumante aggiungete il pane sbriciolato e ottenete delle briciole croccanti. Non vi preoccupate se le briciole si riuniscono quando sono fredde basta risbriciolarle. Scolate la pasta, fatela saltare insieme al sugo. Impiattate, spolverizzate con le briciole croccanti in sostituzione del formaggio.

sabato 29 settembre 2012

Ammiscati



Devo fare una precisazione, non sono siciliana, quindi non so come si scrive in siciliano per cui lo scrivo come lo sento pronunciare " Ammiscati". Vogliano perdonarmi i veri siciliani. Questa è una ricetta che mi ha passato mia cognata (siciliana doc), quindi fa parte delle ricette di famiglia. Amo la Sicilia e la sua cucina così ricca di sapori e di profumi. L'ammiscati sono una specie di panini ripieni di salsiccia, pecorino e olive nere tostate. Come quasi tutte le ricette tramandate da madre in figlia a volte le dosi sono ad occhio o quanto basta.



Ingredienti: 

700 g di farina 00 oppure di semola rimacinata di grano duro, acqua, lievito di birra una bustina da 7 g, sale q. b., 2 cucchiaini di zucchero, olio q. b. , 400 g di salsiccia, un bel pezzo di pecorino (tutti ma non quello romano perché è troppo salato), olive nere toste (io uso anche quelle della s.... nel sacchetto se non trovo quelle sfuse). Gli ingredienti della farcitura possono variare.

Preparazione

Mettere nella planetaria (sulla spianatoia per chi usa la forza manuale) la farina, il lievito di birra in polvere e i due cucchiaini di zucchero, mescolare e poi aggiungere l'acqua tiepida (quanta ne prende la farina). Impastare bene e aggiungere il sale a piacere, saranno circa due cucchiaini scarsi. L'olio nell'impasto è facoltativo. Impastare molto bene e mettere a lievitare in una ciotola mettendo a contatto della pellicola e coprendo la ciotola con uno asciuga piatti o con la pellicola. Io l'ho metto in in un contenitore tupperware adatto all'uso. Lasciare lievitare per due ore, poi riprenderlo e lavorarlo di nuovo. Dopo questa operazione rimettere l'impasto a lievitare per almeno almeno 2 ore. Stendere la pasta formando un rettangolo. Distribuire sulla pasta dalla parte più lunga gli ingredienti del ripieno alternandoli, formando così la prima fila; chiudere, tagliare. arrotolare come una spirale per circa 15/20 cm e tagliare, così si otterranno dei panini. Procedere così fino ad esaurire la pasta. Massaggiare con dell'olio extra vergine d'oliva i panini e infornarli a 200° fino quando saranno ben dorati e cotti.

Brownies



I brownies mi piacciono tantissimo, sono morbidi e un po' irregolari, non richiedono un gran lavoro e possono diventare un buona merenda o una idea nuova per un compleanno, basta aggiungere le candeline. Credo che questi dolcetti siano i miei dolci consolatori. Voglio stare un po' leggera quindi sostituisco il burro con l'olio, ne ho fatto una piccola dose per prova, anche perché a volte le ciambelle escono senza buco.




Ingredienti

115 cioccolato fondente, 80 ml di olio di semi, 85 g di farina 00, 2 uova grandi. 150 g di zucchero.

Preparazione

Preriscaldare il forno a 170°. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria. In una ciotola montare le uova con lo zucchero, aggiungere il cioccolato fuso raffreddato; incorporare poi la farina setacciata e in ultimo l'olio di semi. Versare l'impasto in una teglia foderata con carta forno e infornare per 15-20 minuti. In superficie si formeranno delle crepe (normale), questo è un segno di cottura. L'interno
L'interno si presenta marrone scuro ma la consistenza deve essere morbida e densa. Queste dosi sono per una teglia rettangolare di cm 24 x 18.
Varianti
Ai brownies si può aggiungere: noci, arachidi, frutta disidratata, noci brasiliane, cocco a scaglie e altro ancora secondo il gusto personale.

venerdì 28 settembre 2012

Torta di carote



Seconda torta del giorno sempre vista sulla stessa rivista e anch'essa molto buona è la Torta di carote, nella ricetta originale ci  sono anche le nocciole. Io non le ho usate per motivi di allergia.




Ingredienti

200  g di carote, 2 uova, 60 ml olio di semi di arachide, 150 g di zucchero extra fine o semolato, 100 g di farina, 1 bustina di lievito per dolci, 50 g di nocciole tritate, burro per la teglia, zucchero a velo per la superficie del dolce.

Preparazione

Raschiate le carote e tagliatele a rondelle, poi mettetele nel mixer assieme alle uova, alle nocciole e all'olio, fino a ottenere un purè. Unite lo zucchero extra fine, la farina e il lievito setacciati e azionate ancora il mixer, poi trasferite il composto in uno stampo da plumcake precedentemente imburrato e infarinato e cuocete in forno già caldo a 160° C. Sfornate e mettete il dolce a raffreddare su una gratella.

Spolverizzate il plumcake con lo zucchero a velo e poi ponetelo su un vassoio o su un piatto.
Oggi a merenda avremo un dolce casalingo e sano.



Torta di burro di nonna Cesarina

La torta di burro l'ha sempre preparata mia nonna Cesarina in occasione della festa del paese (ultima domenica d'Agosto). E' una torta molto burrosa, sofficissima decisamente poco leggera ma ogni tanto si può fare un eccezione alla regola. Il profumo che emana in cottura ma anche quando si raffredda sulla gratella mi riporta all'infanzia quando scendendo le scale sentivo il profumo della torta di burro che mia nonna aveva appena sformato e la pregustavo in attesa di mangiarla il giorno della festa insieme ad una fetta di paciarella, altra torta tipica delle feste paesane della Brianza.





Ingredienti

4 uova, 250 g di zucchero extra fine, 400 g di burro, 500 g di fecola di patate, 1 bustina di lievito per dolci.

Preparazione

Fortunatamente ho la planetaria visto che la torta di burro va lavorata molto bene e per molto tempo, quindi a mano ci vuole parecchia forza. La prima volta che l'ho fatta ho rischiato di bruciare le fruste elettriche. Nella ciotola mettere lo zucchero e aggiungere uno alla volta i 4 tuorli, lavorare fino a quando lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Io uso lo zucchero extra fine Zefiro. Aggiungere il burro morbido un pezzetto alla volta con la macchina sempre in funzione. Quando questi primi ingredienti saranno ben amalgamati, unire la fecola setacciata con il lievito e continuare a mescolare lentamente (velocità 1/2) per almeno altri 10 minuti. L'impasto dovrà risultare sodo ma soffice e ben montato e non dovrà sentirsi lo zucchero. Montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale e incorporarli un po' alla volta, mescolando dall'alto verso il basso, delicatamente per non sgonfiare gli albumi. Imburrare una teglia rotonda con bordi abbastanza alti e versare l'impasto. Infornare a 180° per 45 minuti. Fare la prova dello stecchino, ovviamente dopo i 45', se lo stecco uscirà asciutto la torta è pronta. Io questa volta ho usato il fornetto Versilia per questo è a forma di ciambella.
Della torta di burro conosco delle varianti più dietetiche ma vi assicuro che l'originale è sempre la migliore; per una volta si può fare uno strappo alla dieta.
Queste varianti molto probabilmente sono delle modifiche apportate nel corso degli anni da nonne e zie e tramandate a figlie, nuore e nipotine. Così mi sono arrivate e così le riporto:

  1. Ingredienti: 4 uova (separare i tuorli dagli albumi). 250 g di zucchero extra fine, 150 g di farina, 350 g di burro e 1 bustina di lievito per dolci. La procedura è sempre la stessa.
  2. La seconda variante consiste nel sostituire la quantità di burro con 2/3 di olio di mais o di girasole.








Torta soffice di mele


Oggi la mia amica Anna è arrivata all'appuntamento caffè, diventato ormai un rito tra tre amiche, con i giornali del mercoledì; lei è una lettrice vorace di giornali e anche di libri. In un giornali allegato ad una rivista ho trovato delle ricette interessanti e di facile esecuzione, per cui una corsa al super a reperire alcuni ingredienti e di corsa (senza troppa fretta) a casa a preparare la torta soffice di mele. 









Ingredienti

4 mele, 1 limone, 170 g di farina 00, 120 g di zucchero, 170 g di burro, 3 uova, 100 ml di latte, 1 bustina di lievito per dolci, 1 cucchiaino di cannella, 1 pizzico di sale.



Preparazione
Sbucciare e tagliare a fette le mele (io ne ho usate due e mezza), metterle in una ciotola e irroratele con  succo di limone per evitare che anneriscono.
Tagliare a pezzetti 150 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente, quindi metterlo in una ciotola con 100 g di zucchero extra fine (preferisco questo tipo di zucchero perché si scioglie meglio negli impasti) e lavorare bene questi due ingredienti. Separare i tuorli dagli albumi. Unire i tuorli al composto di burro e aggiungere poi la farina e il lievito setacciati. Aggiungere il latte e un pizzico di sale. A parte montare a neve ben soda gli albumi e unirli al resto dell'impasto. Ungere e infarinare una teglia rotonda di 24 cm di diametro, versare il composto e livellate la superficie. Distribuite le fettine di mela, l'una vicina all'altra, sulla superficie dell'impasto, come a formare la corolla di un fiore, spingendole leggermente all'interno. Mescolare i 20 g di zucchero rimasti con la cannella e spolverizzateli sopra alla torta. Infornare a forno preriscaldato a 180° per 45 minuti. Controllare la cottura con uno spiedino di legno, se uscirà asciutto la torta è cotta; mettere il dolce su una gratella a raffreddare cospargerlo di zucchero a velo e poi trasferirlo su un piatto da portata e servirlo. 
Veramente soffice e buona.




martedì 25 settembre 2012

CORNETTI LAMPO


Cornetti o brioche chiamati in un modo o nell'altro sono comunque buonissimi serviti magari con un cappuccio o con il te preferito. I miei cornetti sono semplicissimi e si fanno in un lampo, basta prendere della pasta sfoglia già pronta della buona marmellata, magari fatta in casa o con altri ingredienti e un po' di fantasia. Oggi li farcirò con il ripieno tipico dei cannoli siciliani.
Quando non hai voglia di impastare, lievitare e aspettare ma sei comunque golosa ecco la ricetta che fa per te.



Ingredienti
1 confezione di pasta sfoglia rettangolare o rotonda, ricotta 500 g, zucchero a velo q. b., 2 cucchiaini di acqua di fiori d'arancio, canditi q.b., cannella q.b.

Preparazione

Lavorare la ricotta con lo zucchero a velo, aggiungere acqua di fiori d'arancio, cannella, in ultimo aggiungere i canditi. Stendere la pasta  (in casa ho quella rotonda), dividerla in otto parti, disporre su ogni triangolo un po' di crema alla ricotta e arrotolarli. Spennellare la superficie di ogni brioche con latte e metterci una spolverata di zucchero di canna. Infornare a 170° per circa 30 minuti.



lunedì 24 settembre 2012

Risotto ai funghi con taleggio

I miei figli e mio marito hanno un metabolismo che brucia tutto ciò che introducono e non ingrassano. Beati loro!!! C'è forse un pizzico d'invidia da parte mia? .........  Ieri sera prima di mangiarsi gli Hamburgher fatti in casa, hanno mangiato un risotto ai funghi con taleggio. Il riso lo faccio tostare a secco e poi aggiungo il soffritto e gli altri ingredienti. Per questo risotto non ho fatto il soffritto perché è già ricco da solo senza aggiungerci burro o altro, ed ho usato i funghi secchi perché ne avevo parecchi in dispensa.




Ingredienti (4 persone)

9 pugni o branche di riso Carnaroli (ho usato riso integrale della S.... che cuoce in breve tempo), vino bianco, funghi freschi o secchi o congelati, un bel pezzo di taleggio, brodo vegetale q.b., 100 ml di panna e un' abbondante spolverata di grana o di parmigiano, noce di burro.

Preparazione

In una padella soffriggere l'aglio con qualche cucchiaio di olio,  aggiungere i funghi secchi precedentemente messi a bagno in acqua dopo averli lavati per eliminare le impurità. Consiglio: non usare l'acqua d'ammollo dei funghi, potrebbe contenere comunque un po' di terra o altre impurità. Ritornando alla preparazione, far cuocere velocemente e lasciare da parte. In una pentola far tostare il riso a secco, muovere il riso delicatamente, sarà pronto quando farà atrito sul fondo della pentola, a questo punto aggiungere un generoso bicchiere di vino bianco buono, lasciar sfumare e poi incorporare il brodo vegetale (un mestolo alla volta). Verso fine cottura aggiungere i pezzettini di taleggio e la panna. A cottura ultimata togliere dal fuoco e mantecare con il formaggio e una noce di burro.

Note finali: ho voluto usare il riso integrale per motivi dietetici ma ad essere sincera per il risotto preferisco il Carnaroli, perché rende meglio nella mantecatura. Nonostante ciò i miei familiari l'hanno apprezzato e hanno chiesto il bis.

                             

domenica 23 settembre 2012

Hamburgher





Oggi, mio figlio, cliente affezionato di una nota catena di fast food, voleva andare a papparsi un mega Hamburgher, sono riuscita a convincerlo a provare i miei, fatti in casa con materie prime fresche e selezionate. Non voglio demonizzare i fast food, perché alcuni li fanno veramente buoni ma a casa nostra sappiamo quello che mangiamo. L'hamburgher, (chiamato in Italia anche svizzera o pressata), è una polpetta di carne macinata e pressata, (bovina o di pollo o  di tacchino), cotta quasi sempre alla piastra. Il termine con il diffondersi delle catene internazionali di fast food identifica anche un panino farcito con carne pressata, salse, verdure e condimenti vari.




Le chicche di Barbara
Ingredienti
325 g di farina 00, 200 ml di latte, 10 g di lievito, 2 cucchiaini di zucchero, 1 uovo, 25 g di burro, 1 cucchiaino di sale, semi di sesamo (facoltativi), carne trita scelta 400 g, insalata lattuga, maionese, senape e ketchup, cetrioli (facoltativi), pomodori.
Preparazione
Nella ciotola della planetaria, versare la farina, lo zucchero e il sale e mescolare, aggiungere il burro alla farina e con le mani farlo amalgamare formando un composto di piccole briciole. Sciogliere il lievito nel latte tiepido e unirlo alla farina, aggiungere l'uovo; se si usa la planetaria, inserire la ciotola e il gancio e azionare la macchina, altrimenti mescolare fino ad ottenere un composto morbido. Trasferire il tutto sulla spianatoia e lavorarla ancora un po' (10 minuti se si lavora a mano). Mettere in una ciotola a lievitare per un ora. Trasferire di nuovo l'impasto sulla spianatoia, sgonfiarlo e dividerlo in 8 parti uguali. Formare delle palline, sistemarle su una teglia ricoperta con carta forno e lasciarli a rilievitare per almeno mezz'ora. Preriscaldare il forno a 200° (il mio a 180°), spennellare la superficie dei panini con latte e sale e cospargerle di semi di sesamo se graditi. Cuocere in forno per circa 15 minuti.  Preparare le svizzere (70/80 g circa ognuna), cuocerle. Farcire i panini con hamburgher, salse a piacere, verdure o con ciò che piace. Sono buoni anche a colazione, passati un attimo nel tostapane e spalmati con la marmellata preferita.

Granola con cioccolato




Una Domenica, girovagando tra gli scaffali di una bio bottega in cerca del mio crunchy preferito con cioccolato, sono stata attirata da tutti quei sacchetti di cereali soffiati, fiocchi di vari tipi e altro ancora, tutti bio e naturali; ho deciso quindi di provare a farlo da sola usando la ricetta per la granola che avevo letto tempo fa da qualche parte. Ricetta modificata e provata più volte. Alla mia famiglia questa piace, perché non è troppo dolce e c'è il nostro amato cioccolato.

Granola con cioccolato
Le chicche di Barbara

Ingredienti (bio)

150 g di fiocchi d'avena piccoli, 40 g di kamut soffiato, 40 g di orzo soffiato, 50 g di fiocchi di soia, 70 g di fiocchi di mais, 150 g di farina di Kamut, 50 g di Nesquik, 120 g di sciroppo di riso, 80 g di olio di mais, 50 ml di acqua calda, 3 cucchiai colmi di sciroppo d'acero, 100 g di gocce di cioccolato.


Preparazione

In una ciotola molto capiente, mescolare gli ingredienti solidi tranne le gocce di cioccolato; a parte miscelare lo sciroppo di riso, l'olio, l'acqua calda e lo sciroppo d'acero. Incorporare i liquidi ai solidi e mescolare delicatamente finché tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati. Versare il composto in una teglia rivestita con carta forno e stenderlo bene, potrebbero essere necessarie anche due teglie. Infornare a 150° per 30/35 minuti (ventilato). Il tempo dipende dal tipo di forno che si possiede. Dopo i primi 15 minuti agitare un pò la teglia mescolando così la granola, per farla colorire in modo uniforme. Tirarla fuori dal forno e farla raffreddare solo sulla carta forno. Una volta diventata tiepida aggiungete le gocce di cioccolato e se avete fretta ponetela un pò nel frigorifero. Buona da mangiare a colazione con il latte o con lo yogurt, buona anche da sola come snack. Io la metto in un contenitore ermetico e si conserva per ... non lo so perché a casa mia non dura più di qualche giorno.




sabato 22 settembre 2012

Yogurt casalingo



Lo yogurt deriva dal turco yogurt, dal verbo yogurtmak che significa mescolare, è un derivato dal latte, di consistente cremosa e di sapore acidulo, che grazie ai fermenti lattici subisce una fermentazione durante la quale il lattosio è trasformato in acido lattico. Per la preparazione dello yogurt si può utilizzare qualsiasi tipo di latte. La scoperta, fu probabilmente casuale: il latte lasciato a contatto con gli otri ricavati dalla pelle o dallo stomaco degli animali, quindi venendo a contatto con particolari fermenti e grazie al calore, inacidì e si trasformò in yogurt. La migrazioni dei popoli che già lo usavano favorì la diffusione dello yogurt nel mondo. Dagli otri, al primo vasetto di una nota azienda nel lontano 1919, passarono secoli. Attualmente lo yogurt viene prodotto per lo più in grandi impianti industriali, con l'uso di colture microbiche selezionate alle quali vengono aggiunti zucchero o dolcificanti, frutta e altri ingredienti. Ma detto fra noi: cosa c'è di meglio di un buon yogurt fresco, naturale e fatto in casa?  Visto che ho sempre avuto problemi con lo yogurt comperato ho deciso di produrlo da me. Mi sono comprata una yogurtiera (non è cara come pensavo), ho seguito la ricetta classica per farlo in casa senza la macchina, ed ecco 7 vasetti buoni da gustare.

Yogurt casalingo
Le chicche di Barbara


Ingredienti 

1 l di latte intero ( ho usato anche quello magro con gusto della P.....) 2 cucchiai colmi di yogurt bianco intero.

Attrezzatura

1 pentola in acciaio, 1 colino per filtrare, 1 cucchiaio da minestra, ciotola, yogurtiera.

Preparazione

Mettere il latte nella pentola che deve essere pulitissima, e metterla sul fornello medio a fiamma bassa. Deve andare, fino a quando con il bollore la panna si alzerà, spegnere prima che raggiunga il bordo. Togliere con un cucchiaio la panna, coprire la pentola con un piatto o con il suo coperchio e metterla a bagno in una pentola più grande piena di acqua fredda oppure nella vaschetta del lavandino. Il latte deve raggiungere una temperatura di 38°. Per chi non ha il termometro è meglio freddo piuttosto che sbagliare la temperatura. Si può anche prenderne un cucchiaio e fare la prova del polso come si fa per provare la temperatura del latte dei neonati. In una ciotola, mettere 2 cucchiai di yogurt,aggiungere 5 o 6 cucchiai di latte ormai tiepido, filtrandolo con il colino per evitare residui di panna. Mescolare bene per non lasciare grumi, ma con delicatezza perché i fermenti lattici sono delicati e sensibili. Unire poi il latte rimasto usando sempre il colino. Riempire i vasetti (sterilizzati), richiudere e metterli nella yogurtiera, accenderla ed armarsi di santa pazienza perché devono passare dalle sei alle otto ore per avere un yogurt buono e compatto. Io aspetto sempre otto ore. Spegnere, lasciare raffreddare nella yogurtiera e poi riporre in frigorifero

Yogurt casalingo
Le chicche di Barbara


Consigli
·    Lo yogurt per l'innesto deve avere una scadenza il più lontano possibile dal giorno del vostro utilizzo (30 giorni sarebbe perfetto ma vanno bene anche 20 giorni). Non è una mia fissa: più lo yogurt e fresco, più i fermenti saranno vivi e attivi, quindi mangeranno più lattosio. Ecco perché lo yogurt è tollerato anche da chi è intollerante al lattosio.
·    Se non finite tutto il vasetto, quando andrete a riaprirlo vedrete del liquido, eliminate il liquido senza buttare lo yogurt. Vi assicuro è un processo naturale, lo yogurt non è andato a male. Il siero invece di buttarlo si può dare al gatto di casa, dicono che faccia bene e che i felini ne sono ghiotti. Tutti tranne le mie due.
·    Si conserva in frigorifero anche 15 giorni.
·    Dall'ultimo vasetto prelevate due cucchiai che userete come innesto per il prossimo yogurt. I prossimi saranno più buoni. Se non fate lo yogurt settimanalmente lo yogurt che vi servirà per l'innesto potete congelarlo, tanto una volta scongelato i fermenti ritorneranno attivi.
Yogurt casalingo
Le chicche di Barbara


Buono da solo, ottimo a colazione o a merenda con i cereali. Se non piace al naturale si può 
aggiungere dello zucchero o del miele. Personalmente lo adoro con la granola al cioccolato. 




Yogurt casalingo
Le chicche di Barbara


Torta di Mele con crosta alla cannella




Ingredienti
Per la torta: 3 mele medie (450 g circa), 2 cucchiai di zucchero di canna, il succo di un limone, 180 g di burro, 150 g di zucchero semolato (io uso l'extra fine), 2 uova, 350 g di farina 00, 1 bustina di lievito per dolci, 1,8 dl di latte, 1 pizzico di sale.
Per la crosta alla cannella: 150 g di farina 00, 100 g di zucchero di canna, 90 g di burro, 1 cucchiaio di cannella in polvere.
Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Imburrare e infarinare una teglia di 23 cm. Sbucciare le mele e affettarle finemente, metterle in un pentolino con i due cucchiai di zucchero di canna e il succo di limone e farle cuocere quando saranno morbide; poi metterle in un colino a scolare. Montare a crema il burro con lo zucchero, unire le uova uno alla volta. Setacciare la farina con il lievito, aggiungere al resto dell'impasto alternandola con il latte. Aggiungere il pizzico di sale e lavorare ancora un po' per ottenere un impasto ben montato. Mettere i due terzi dell'impasto nella teglia, distribuire sopra le mele cotte e ricoprire con il restante impasto. Cospargere la superficie del dolce, con la crosta alla cannella preparata mescolando farina, zucchero, cannella e burro in una ciotola. Lavorare gli ingredienti con le mani fino a ottenere un impasto sbriciolato. Infornare per 40-50 minuti. Fare la prova stecchino, deve uscire pulito.



Strudel di pere e cioccolato




Strudel di Pere e cioccolato
Le chicche di Barbara

Pere e cioccolato per me è un abbinamento perfetto, se poi li racchiudi in uno scrigno di pasta sfoglia ne esce un dolce speciale, " lo Strudel", anche se dall' aspetto semplice. Lo strudel è un dolce del Trentino Alto Adige, tradizionalmente preparato con le mele ma è molto versatile, infatti si presta ad essere farcito in mille modi diversi. Strudel deriva dal tedesco e significa vortice, infatti la sua forma arrotolata ricorda proprio un vortice. Originario delle aree dell'impero Bizantino, dove ancora oggi si prepara la Baklava (personalmente preferisco lo strudel), si è diffuso con il nome di Strudel dall'impero Austro-Ungarico in tutto il mondo a partire dalla metà  del XIX secolo. In Italia tradizionalmente viene preparato nelle zone che un tempo erano sotto la dominazione austro-ungarica, principalmente Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Può essere preparato con la pasta frolla, con pasta da strudel o con la pasta sfoglia. Lo Strudel classico è ripieno di mele, pinoli, uvetta e cannella, ma ne esistono anche versioni con altri tipi di frutta: pere, albicocche frutti di bosco con l'aggiunta di frutta secca. Lo Strudel può diventare anche un ottimo piatto salato, se farcito con salumi, verdure.....  Non voglio dilungarmi troppo con la storia, quindi oggi preparo lo strudel di Pere è cioccolato, anche perchè ho proprio voglia di coccolarmi e quindi cosa c'è di meglio del cioccolato abbinato alla frutta per sentirmi meno in colpa.




Ingredienti
Pasta sfoglia già pronta, 3 pere (ho usato le kaiser) medie, 2 cucchiai di zucchero di canna, cannella qb, 7 biscotti secchi, una manciata scarsa di uvetta, una noce di burro, 2-3 cucchiai d'acqua, 1 uovo, 2 cucchiai di latte.
Preparazione
Preriscaldare il forno a 180°. Sbucciare le pere, affettarle sottilmente e metterle in un pentolino con una noce di burro, due cucchiai di zucchero di canna, una spolverata di cannella e qualche cucchiaio d'acqua; far sobbollire a fiamma moderata fino a quando le pere saranno morbide. Mettere in ammollo in acqua tiepida l'uvetta. Nel frattempo sbriciolare i biscotti secchi. Far raffreddare le pere e poi unirle in una ciotola alle gocce di cioccolato, ai biscotti sbriciolati e all'uvetta strizzata, mescolare e mettere da parte. Stendere la pasta sfoglia e distribuire il ripieno, arrotolare dal lato più lungo. Spennellare la superficie del dolce con l'uovo sbattuto con due cucchiai di latte. Infornare a 180° per 30 minuti circa, lo strudel deve apparire dorato in superficie. Lasciare raffreddare e poi spolverizzarlo con zucchero a velo.



Strudel di pere e cioccolato
Le chicche di Barbara

giovedì 20 settembre 2012

Caponata di melanzane



La caponata è un prodotto tipico della gastronomia siciliana. Si tratta di un insieme di ortaggi fritti ((per lo più melanzane), conditi con sugo di pomodoro, sedano, cipolla, olive e capperi, in salsa agrodolce. Ne esistono numerose varianti. Questo piatto, diffuso in tutto il Mediterraneo, è generalmente utilizzato oggi come contorno o antipasto, ma nel passato costituiva un piatto unico, accompagnato dal pane. 
L'etimologia deriverebbe da capone, nome con il quale in alcune zone della Sicilia viene chiamata la Lampuga, pesce dalla carne pregiata ma asciutta, quindi veniva servito sulle tavole degli aristocratici siciliani condito con la salsa agrodolce (pomodoro, zucchero, aceto e un po' di acqua). Il popolo, non potendo permettersi il costoso pesce, lo sostituì con le più economiche melanzane. Molto probabilmente esisteranno altre versioni, ma e pur vero che il popolo ha sempre sostituito con alimenti più poveri (carne con i fagioli) quelli ricchi delle tavole aristocratiche, creando dei piatti unici e ancora oggi amati.
Caponata di melanzane

Questa è la ricetta che mi aveva passato anni fa mia cognata senza i peperoni che nella ricetta della Caponata Agrigentina sono presenti. La Caponata, è un piatto tipicamente estivo, quando fa troppo caldo è l'ideale su una bella fetta di pane oppure si possono aggiungere dei polipetti lessati e si ottiene un piatto unico (Caponata con i polipetti). Ci saranno molte versioni di questa ricetta poiché ogni famiglia ha la sua, alla quale ha apportato delle modifiche e ogni famiglia dirà che la sua è quella vera, unica e originale; questa è molto buona e lo saranno senz'altro anche le altre. 


Ingredienti
4 melanzane nere, 1 cuore di sedano con le foglie, 100 g di olive verdi snocciolate, 1 cucchiaio abbondante di capperi, 5 cucchiai olio e.v.o., 1 tazza di salsa pomodoro, 1/2 bicchiere d'aceto (ne ho messo meno), 2 cucchiai di zucchero (dipende dal gusto personale, comunque si deve ottenere un sapore agrodolce ben equilibrato), 1 cipolla, basilico qualche foglia, sale e pepe qb.
Preparazione
Lavare le melanzane e tagliarle a dadi; poi, lasciarle per un'ora in un colapasta, cosparse di sale, a perdere l'acqua di vegetazione. Sciacquare le melanzane, asciugarle e friggerle in abbondante olio caldo, sgocciolarle e porle su carta assorbente. Soffriggere il sedano a pezzetti in padella con 5 cucchiai d'olio e la cipolla affettata sottilmente; aggiungere la salsa di pomodoro, le foglie di basilico, le olive, i capperi, salare, pepare e fare cuocere per 10 minuti, a fiamma moderata. Versare l'aceto e lo zucchero; mescolare e lasciare parzialmente evaporare. Unire le melanzane al sugo; mescolare velocemente e spegnere il fuoco. Servire la caponata fredda.








mercoledì 19 settembre 2012

CIAMBELLA RAFFAELLO




Tempo fa in occasione di un compleanno dopo aver buttato una torta non riuscita, per dirla tutta rimasta mezza cruda; ancora oggi non so come spiegarlo ma è successo. Ero proprio dispiaciuta, fino a quando mi si è accesa una lampadina e ho pensato di rifare la ciambella della mia amica Anna, senza il cacao ma farcita con la crema simil Raffaello. Questa crema non è buona ma è super.




Ingredienti
Per la Ciambella: vedi dosi della Ciambella variegata, senza l'aggiunta di cacao e nesquik ma con l'aggiunta di farina di cocco nella preparazione del dolce. Cottura nel Fornetto Versilia o Pentola Versilia per circa 1h, spegnere dopo la prova stecchino, oppure nel forno a 180° per 40' (il tempo dipende dal Vs forno). Lasciare raffreddare sulla gratella e poi tagliare a metà e farcire con la crema.

Per la crema: 100 g di cioccolato bianco, 200 g di mascarpone, 150 g di panna montata, 50 g di mandorle (non le ho messe), 8 wafer alla vaniglia,qualche cucchiaio di farina di cocco, qualche cucchiaio di latte o qualche cucchiaio di panna.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato con qualche cucchiaio di panna o di latte. Lasciare raffreddare. Montare la panna e incorporarla al mascarpone montato a parte; unire il cioccolato fuso e i wafer sbriciolati ed infine il cocco, mescolare bene ma dolcemente per non smontare la panna. Prendere le due metà della torta bagnare l'interno con del latte, spalmare con una spatola la crema e chiudere con l'altra metà. Bagnare anche la superficie con il latte e far aderire la farina di cocco, terminare con delle piccole lamelle di cioccolato bianco, ottenute con il pelapatate stretto. La superficie si può spalmare anche con della gelatina di albicocche diluita in acqua.


La pastiera napoletana





La pastiera napoletana è il dolce che non manca mai sulle tavole partenopee nel periodo pasquale ma per fortuna si gusta in tutta Italia, essa simboleggia l'arrivo della primavera, la rinascita e alla sua storia sono legate una leggenda e una storia mitologia




La storia dice che sia nata all'interno del convento di San Gregorio Armeno per opera di una suora che le diede un significato religioso associandola alla resurrezione di Cristo, infatti per tradizione si prepara al venerdì Santo e la si consuma durante il periodo pasquale. Si racconta anche, che nemmeno Maria Teresa D'Austria, moglie di re Ferdinando II di Borbone, riuscì a resistere alla sua bontà; soprannominata "la regina che non sorrideva mai", cedendo alle insistenze del marito, ne assaggiò una fetta e non potè fare a meno di sorridere. Alla storia della pastiera è associata anche una affascinante storia mitologica che racconta le vicende della sirena Partenope. Se vi interessa vedi "Leggenda della  sirena Partenope". Storia, leggenda e curiosità a parte la pastiera è una vera bontà e anche quest'anno non mancherà sulla mia tavola.

Ingredienti
Per la frolla: 500 g di farina, 150 g di zucchero, 150 g di burro, 1 uovo intero, 1 tuorlo, scorza d'arancia grattata.
Per il ripieno: 500 g di grano cotto, 500 g di latte, 500 g di zucchero, 1 pizzico di sale, 1 bottiglietta di acqua di fiori di arancio, scorza di limone grattugiata, 500 g di ricotta, 6 uova, 70g di canditi d'arancia o misti, 2 bustine di vanillina, succo di un'arancia.

Preparazione
Preparare la frolla come vuole la ricetta classica per le crostate, avvolgere il panetto di frolla nella velina e lasciare riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Per quanto riguarda il ripieno, versare in una pentola il grano cotto con 250 g di latte, 1 cucchiaio di zucchero preso dalla quantità totale prevista per il ripieno, un pizzico di sale, 1/4 della bottiglietta d'acqua di fiori di arancio, la scorza di un limone e lasciare cuocere a fuoco lento per circa 10 minuti. In una ciotola mescolare 500 g di ricotta con 250 g di latte. A parte sbattere 6 tuorli con 500 g di zucchero meno il cucchiaio preso per il grano, aggiungere la restante acqua di fiori d'arancio. Dopo aver lavorato bene questi ingredienti unire il composto di ricotta e latte e aggiungere 70 g di canditi, 2 bustine di vanillina, il grano cotto ormai intiepidito e il succo di un'arancia. Amalgamare bene e aggiungere gli albumi montati a neve. Stendere la pasta e metterla nella teglia precedentemente imburrata e infarinata, versarci il composto e decorare la superficie con delle strisce di pasta sottile. Cuocere in forno preriscaldato a 180° C per circa 60 minuti. Terminata la cottura la pastiera dovrà avere un bel colore dorato, lasciarla ancora per 30 minuti nel forno spento. Toglierla dal forno lasciarla raffreddare e cospargerla con lo zucchero a velo. La pastiera si mangia durante i 4 giorni pasquali






Leggenda della Sirena Partenope





Partenope avevaDescrizione: http://cioccoecannella.altervista.org/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif la sua dimora nel golfo di Napoli, incantata dalla sua bellezza, e ad ogni primavera la sirena emergeva dalle acque per salutare le genti che popolavano il golfo, allietandole con canti d'amore e di gioia. Una volta la sua voce fu così melodiosa che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati e rapiti, tanto che la vollero ringraziare offrendole le cose più preziose che avessero. I doni vennero consegnati dalle sette più belle fanciulle del golfo ed erano proprio gli ingredienti della pastiera: la farina(simbolo della forza e della ricchezza della campagna), la ricotta (omaggio dei pastori), il grano tenero bollito nel latte (simbolo dei due regni della natura), l'acqua di fiori d'arancio (per rendere omaggio con i profumi della terra), le uova (simbolo della vita che si rinnova in continuazione), le spezie (a rappresentare popoli lontani) e lo zucchero (simbolo del dolce canto della sirena). La sirena Partenope, felice per i doni, si inabissò per far ritorno alla sua dimora e depose le offerte ricevute ai piedi degli dei. Questi inebriati anch'essi dal soave canto, riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima pastiera che superava in dolcezza il canto della sirena.

martedì 18 settembre 2012

CIAMBELLA VARIEGATA (di Anna)






Visto che sto vivendo un periodo di amore folle per le ciambelle, ne ho preparata una per colazione seguendo la ricetta della mia amica Anna che mi gentilmente dato, tra un caffè e delle chiacchiere fra amiche. Questa ciambella è veramente buona e leggera proprio adatta alla colazione o per merenda. 
Grazie Anna !!!


Ingredienti: (tra parentesi ci sono le mie modifiche)

300 g di farina, 200 g di zucchero (150 g), 3 tazzine da caffè di latte, 2 tazzine e mezzo di olio di mais, 1 bustina di lievito per dolci, 3 uova, scorza di limone (non l'ho messa), 1 cucchiaio di cacao amaro, 1 cucchiaino e mezzo di Nesquik.

Note: 3 tazzine di latte sono circa 150 g, le dosi del cacao e del Nesquik dipende dal gusto personale.

Preparazione 


Montare le uova con lo zucchero, aggiungere l'olio continuando a mescolare o lasciando lavorare la macchina se si usa la planetaria o un mixer. Setacciare la farina con il lievito, il cacao amaro e il Nesquik, aggiungerli all'impasto alternandoli al latte. L'impasto deve essere morbido. Imburrare e infarinare uno stampo per ciambella e infornare a 180° per 30 minuti, fare la prova stecco di legno. Io ho usato il Fornetto Versilia cottura sul fornello da caffè al minimo per 55 minuti, vale sempre la prova stecchino di legno (spiedino).


Fornetto Versilia




Qualche mese fa, mio marito mi ha regalato il fornetto Versilia, mi ha resa proprio felice, perchè era un po' che lo cercavo visto che il mio primo fornetto, in materiale anti aderente si è rovinato. Questo nuovo è in alluminio. In questa pentola, la chiamo così, perchè ha proprio la forma di una pentola con tanto di coperchio, ci si può cuocere di tutto. Mi stavo dimenticando di specificare che il coperchio è dotato di fori. In dotazione c'è anche uno spargi fiamma. Ho sempre desiderato possederne una, perchè mi ricordavo, che mia nonna Cesarina ne aveva una, e ci cuoceva una Torta di Burro (versione ciambella) fantastica ma soprattutto buonissima. Chissà che fine avrà fatto quel fornetto Versilia! Un giorno, passeggiando fra le bancarelle di un mercato, eccolo là un fornetto Versilia o pentola che sembra abbandonato tra tutte le pentole moderne; lo compro immediatamente, faccio la spesa e a casa preparo subito la mia prima Torta di Burro a ciambella sul fornello invece che nel forno. Mi sto perdendo nel mare dei ricordi, ora ritorno al presente. La pentola va sempre accuratamente imburrata e infarinata prima di introdurci gli impasti. Si può imburrare anche il coperchio: il burro con il calore si scioglie e cola sulla superficie del dolce dandogli un sapore particolare. Comunque non è obbligatorio imburrare il coperchio. La cottura deve avvenire seguendo delle regole scrupolose, perchè è facile bruciare l'interno del dolce o il fondo. Bisogna posare lo spargi fiamma sul fornello del caffè (il più piccolo), con la parte concava rivolta verso l'alto, lo si preriscalda per qualche minuto. Si versa l'impasto e si chiude la pentola con il suo coperchio e la si posa sopra allo spargi fiamma. Per i primi 5 minuti la fiamma deve essere al massimo poi si abbassa al minimo per circa un'ora. Controllare la cottura, facendo passare uno spiedino di legno da un foro del coperchio; se uscirà asciutto il dolce è pronto. Non aprire mai la pentola prima della prova spiedino, perchè il dolce potrebbe sgonfiarsi: Che orrore un dolce seduto! Credo di essermi dilungata un po' troppo nelle spiegazioni, ma  sono necessarie perchè spesso la pentola la vendono senza istruzioni per l'uso, e a volte si combinano i disastri. Parlo per esperienza. In questo tipo di pentola si può cuocere anche il pane, ciambelle salate ripiene e altro ancora. Prometto che inserirò altre ricette. Buon uso del fornetto Versilia.
ECCOLO QUI!


Le chicche di Barbara